Vaccini, “Con la nuova variante diventa ancora più urgente la sospensione dei monopoli su brevetti”

ROMA – Mentre il Consiglio dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC- o WTO) si riunisce, dopo il rinvio in data da destinarsi della dodicesima Conferenza Ministeriale, a causa dell’emergere di un nuovo ceppo altamente trasmissibile del virus Covid-19, Medici Senza Frontiere (MSF) condanna l’opposizione alla proposta anche solo della sospensione temporanea dei brevetti su tutti i dispositivi medici di lotta al Covid-19 da parte di Paesi ad alto reddito, come l’UE, la Gran Bretagna e la Svizzera. Con la pandemia che non mostra segni di cedimento, anche in quei Paesi che hanno un accesso illimitato a strumenti medici e alti tassi di vaccinazione contro il Covid-19, come l’Europa, è chiaro che garantire l’accesso a test, trattamenti e vaccini per tutti in qualunque parte del mondo rappresenta una priorità nella lotta al virus.

La falsa narrazione di chi dice “No” a liberare i brevetti. D’altra parte, ciò che si va afferma affermando, anche attraverso il sistema mediatico globale, per cui Paesi a basso reddito non sarebbero in grado di fabbricare vaccini – tesi sostenuta con tenacia e vigore da Bill Gates e da Big Pharma e ambienti collegati  – risulta ormai del tutto priva di ogni fondamento. Come sottolinea un recente articolo di Avvenire, “Public Citizen, che lavora da mesi con l’Imperial College di Londra, indica circa 57 Paesi pronti ad avviare produzioni farmaceutiche”. Non solo, ma anche la stessa organizzazione di Medici senza frontiere “ha identificato in uno studio parecchi produttori in grado di rispondere alle esigenze sanitarie del tutto disattese nei Paesi a basso reddito”. Intanto, in Africa solo il 27% del personale sanitario risulta vaccinato, secondo i dati diffusi dall’OMS, mentre un’inchiesta del New York Times – come si legge nell’articlo di Avvenire – “ha rivelato l’esistenza di capacità manifatturiere per avviare immediatamente la produzione di vaccini mRna di qualità, in uno scenario di distribuzione diffusa del tutto desiderabile, non solo perché farebbe crescere l’immunizzazione, ma anche perché impedirebbe l’insorgenza di nuove varianti”.

Il virus muta in assenza di un accesso globale ai vaccini. “La recente comparsa di una nuova variante, che dai primi dati sembra essere più trasmissibile – spiega Candice Sehoma, responsabile per il Sudafrica della campagna per l’accesso ai farmaci di MSF –  è un esempio eloquente di come questo virus continui a mutare, in particolare in assenza di un accesso equo agli strumenti medici contro il Covid-19 che permettano di affrontarlo. Ci sono milioni di vite in gioco – sottolinea Sehoma – per cui chiediamo ai Paesi che ancora si oppongono a questa deroga di non temporeggiare ulteriormente, e di adottare misure urgenti per permettere una produzione più diversificata e ampia di vaccini, trattamenti e altri strumenti medici contro il Covid-19. Oggi è più importante che mai”.

Gli Accordi TRIPS sulla proprietà interllettuale. Negli ultimi 14 mesi, oltre 4 milioni di persone hanno perso la vita, a causa del Sars-Cov-2, con oltre 5 milioni di morti sin dall’inizio della pandemia. I 14 mesi sono il tempo che ci separa dalla proposta storica lanciata da India e da Sudafrica sulla deroga agli Accordi TRIPS – The Agreement on Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights, trattato internazionale promosso dall’Organizzazione mondiale del commercio (WTO-OMC) per fissare lo standard per la tutela della proprietà intellettuale – per favorire l’accesso a tutti gli strumenti medici contro il Covid-19. In risposta, oltre 100 nazioni si sono unite per sostenere la deroga agli Accordi TRIPS, dimostrando che più della metà dei governi del mondo considera l’adozione e l’attuazione di questa proposta uno strumento efficace contro il Covid-19. Tuttavia, a causa dell’opposizione di alcuni Paesi ad alto reddito che stanno letteralmente seppellendo la solidarietà internazionale, i negoziati sulla deroga agli Accordi TRIPS si muovono a ritmo lentissimo.

“E’ domoralizzante la condotta di certi governi”. “Ogni giorno, nei Paesi in cui operiamo – spiega Reveka Papadopoulou, presidente del centro operativo di MSF a Ginevra – siamo testimoni del disperato bisogno di dispositivi medici contro il Covid-19 . Date le limitazioni che persistono nell’accesso a farmaci, strumenti diagnostici e vaccini contro il Covid-19 necessari per salvare vite umane, è davvero demoralizzante che alcuni governi si oppongano alle iniziative come gli Accordi TRIPS, che potrebbero permettere ai paesi a basso e medio reddito di affrontare questa pandemia in modo autonomo”. Mentre il mondo continua a sperimentare una grave disuguaglianza di accesso ai vaccini contro il Covid-19, l’accesso a nuovi trattamenti e test resta cruciale per un’efficace lotta all’epidemia, ma altrettanto difficile. Queste sfide sono aggravate dal fatto che le case farmaceutiche forniscono ai Paesi a medio e basso reddito solo quantità limitate degli strumenti medici necessari, mentre continuano a detenere i brevetti e altri diritti sulla proprietà intellettuale che potrebbero bloccare la produzione generica.

La deroga a TRIPS a tutte lemedicine essenziali. Per renderlo più efficace, MSF ha precisato che il testo finale della deroga agli Accordi TRIPS deve includere i vaccini ed essere applicata a tutte le tecnologie mediche essenziali, inclusi test e trattamenti; che qualsiasi limitazione dettata dalla proprietà intellettuale e dalla loro applicazione venga revocata; e che la deroga abbia una durata di almeno 5 anni per permettere che tutti i passaggi della  produzione e della distribuzione di  strumenti medici contro il Covid-19  vengano adeguatamente predisposti, ampliati, diversificati e finanziati. Oltre a sostenere la proposta di deroga agli accordi TRIPS, MSF chiede ai governi di utilizzare tutti gli strumenti politici e legali per facilitare la produzione ininterrotta e la diversificazione della fornitura degli strumenti medici contro il Covid-19, incluso il pieno utilizzo delle agevolazioni TRIPS per la salvaguardia della salute pubblica.

“Redistribuite subito le dosi in eccesso”. MSF esorta inoltre i governi aventi dosi sufficienti di vaccino contro il Covid-19, a redistribuire immediatamente le dosi in eccesso tramite il meccanismo COVAX o le organizzazioni regionali. MSF sollecita il governo degli Stati Uniti e la Germania a far pressione affinché le aziende Pfizer-BioNTech e Moderna condividano la tecnologia vaccinale ed il know-how del vaccino ad mRNA messaggero con i paesi a medio e basso reddito. L’organizzazione chiede, inoltre, a tutti i governi di sostenere con finanziamenti e supporto politico l’Hub per il trasferimento tecnologico dei vaccini istituito dall’OMS.

 

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