Terza Età, l’alternativa alle Case di Riposo: le coabitazioni per condividere la vita e mantenere legami col territorio di provenienza

POZZUOLO DEL FRIULI – Promozione della socialità e di forme di cooperazione tra persone anziane che scelgono di vivere insieme. Una risposta a nuovi bisogni e a fragilità con progetti rivolti all’invecchiamento attivo. Tutto ciò in linea con le politiche di sostegno alla domiciliarità della Regione Friuli Venezia Giulia, nella frazione di Terenzano a Pozzuolo del Friuli, dove è attiva dal 2019 un’esperienza che sperimenta una forma abitativa innovativa per anziani e che si propone come alternativa alle case di riposo. Si tratta di “Cjase Me”, un’abitazione autonoma gestita attraverso l’omonima Associazione di Promozione sociale (Aps), che viene coadiuvata dalla Cooperativa sociale Itaca e dall’Associazione Vicini di Casa. L’Aps Cjase Me opera in stretta collaborazione con AsuFC e i Servizi sociali attraverso delle specifiche convenzioni.

Il Welfare di Comunità. Nella casa risiedono 9 donne autosufficienti tra gli 85 e i 100 anni, ma la capacità abitativa è di 10 persone coabitanti. L’obiettivo principale è ridurre e prevenire l’istituzionalizzazione, come stabilito dalle Linee guida regionali, attraverso la realizzazione di soluzioni abitative innovative che siano in grado di offrire una reale alternativa alle forme di residenzialità sanitarie, indirizzando le progettualità verso un Welfare di Comunità.

L’APS Cjase Me. Nel 2019 la Cooperativa Itaca, con un investimento di quasi 500 mila euro acquisisce l’immobile e successivamente, grazie alla partnership con l’associazione Vicini di Casa, supporta la nascita dell’Aps Cjase Me che, insieme alle anziane residenti, alle loro famiglie e ai volontari oggi si occupa della gestione e del funzionamento dell’abitazione. La gestione quotidiana della casa, della spesa, preparazione dei pasti, delle pulizie e della cura del giardino è a cura delle anziane residenti con l’ausilio di assistenti familiari assunte dall’Aps Cjase Me. Itaca si occupa di offrire la locazione della casa alle signore, fornendo, su richiesta dell’Aps, i servizi necessari al buon funzionamento: il coordinamento della casa, il servizio di animazione, il servizio di supervisione infermieristica e il servizio di supervisione assistenziale delle assistenti familiari attraverso personale qualificato Oss, oltre ad eventuali altri servizi attivabili per esigenze personali delle residenti come la fisioterapia e pedicure.

La Casa. E’ un’abitazione tipica friulana con giardino, ristrutturata e su due piani collegati attraverso un ascensore, dispone di tre camere doppie e quattro camere singole, di servizi igienici accessibili in ciascun piano e di due sale comuni, utilizzabili in base al desiderio delle residenti per rilassarsi, pranzare, avere momenti personali con i propri familiari o svolgere attività assieme agli altri. All’esterno un bel giardino ed un porticato molto utilizzato ed apprezzato durante le belle stagioni. Tutti gli ambienti sono accoglienti con oggettistica e complementi d’arredo gradevoli e casalinghi. Le stanze sono tutte personalizzate con oggetti, mobili e tessuti che le signore hanno scelto di portare nella nuova casa.

La cucina, il menu, le passeggiate. La cucina è casalinga e fruibile sempre con profumi invitanti e sapori gustosi, che riportano alle abitudini di vita di ciascuna delle residenti; infatti, il menù viene scelto dalle signore con un occhio attento alle prelibatezze tipiche delle festività. Infine, nel seminterrato sono ospitati i locali di servizio per la lavanderia, dove le assistenti familiari curano il vestiario delle signore con la cura di casa. Cjase Me si trova in via della Statua al civico 1 nella frazione di Terenzano a Pozzuolo del Friuli ed è inserita in un contesto di paese, non lontano dalle precedenti abitazioni delle residenti. Dei 10 posti a disposizione al momento solo uno è libero, il resto della casa è vissuto tutto da donne che hanno scelto di coabitare mantenendo le radici nella comunità. Le passeggiate nella piazza del paese, l’acquisto del giornale nell’edicola locale, del pane e del latte nel negozio in centro sono momenti importanti ed attesi da alcune delle signore, che non disdegnano di bere un caffè al bar, prima di rientrare a casa.

L’abitare inclusivo. Da gennaio 2022 Cjase Me rientra nella progettualità stabilita dalle Linee guida per le sperimentazioni di “Abitare possibile” e “Domiciliarità innovativa”, attraverso le quali la Regione Friuli Venezia Giulia ha definito principi, elementi costitutivi, caratteristiche essenziali e modalità di attuazione delle sperimentazioni. Grazie a ciò le residenti, in base al proprio Isee ed al livello di bisogno assistenziale (valutato attraverso la Val.graf compilata in UVM – Unità di valutazione multidisciplinare distrettuale) possono usufruire di una quota sanitaria che contribuisce, assieme ad una quota sociale, all’abbattimento dei costi personali per vivere a Cjase Me. Le residenti possono accedere anche all’eventuale FAP – Fondo per l’autonomia possibile, beneficio economico per sostenere situazioni in cui si renda necessario l’ausilio di addetti all’assistenza familiare, e a ulteriori benefici economici per l’attivazione di servizi sanitari e sociosanitari integrativi, cui potrebbero aver avuto accesso anche rimanendo al proprio domicilio.

Per chi, per l’età, affronta i primi disagi. Quella di Terenzano è un’iniziativa innovativa e sperimentale per il territorio, vuole offrire agli anziani la possibilità di vivere insieme e rientra in un percorso più generale attivato dalla Cooperativa Itaca a sostegno della domiciliarità, per offrire alternative possibili a chi non può più vivere da solo nella propria abitazione, ma che ancora non necessita di assistenza ad alta intensità come quella offerta dalla casa di riposo. Cjase Me si rivolge a persone che iniziano ad avere le prime difficoltà, che non vogliono più stare sole perché sentono la necessità di vivere in un contesto di maggiore socialità, che sono ancora autosufficienti ma che iniziano a manifestare delle piccole fragilità, o che presentano un livello di non autosufficienza a bassa intensità assistenziale.

Il ruolo dei volontari e dei famigliari. Il servizio si propone come un ulteriore tassello nelle soluzioni di vita per una persona anziana, alternativo all’ingresso prematuro in casa di riposo; non si identifica come una struttura residenziale, ma come un’abitazione autonoma in cui le persone scelgono di vivere insieme, condividendo gli spazi della casa, nonché la parte assistenziale e di cura, laddove necessaria. Volontari e familiari sono il valore aggiunto di Cjase Me, partecipano all’Aps in qualità di soci e prendono parte attivamente alla vita comunitaria.

 

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