HomeTempo LiberoLa storia d'amore di Luca Micheletti ed Elisa coronata in Duomo

La storia d’amore di Luca Micheletti ed Elisa coronata in Duomo

Dalle Nozze di Figaro alle proprie. Non un gioco di parole bensì un flash sul matrimonio celebrato domenica pomeriggio tra il baritono bresciano Luca Micheletti con Elisa Balbo, giovane, bravissima e affascinante soprano originaria di Ospedaletti (Imperia), spesso in coppia con Micheletti sul palcoscenico, ora anche nella vita.

Il rito ha avuto luogo nel Duomo di Brescia; l’officiante non poteva che essere il sacerdote-musicista don Roberto Soldati, maestro di Cappella della Cattedrale cittadina.

«Venerdì 30 luglio ho esordito al Circo Massimo di Roma nei panni di Marcello, in “Bohème” – racconta Micheletti -, gemendo per la sorte degli amici e beffeggiandoli a suon di gorgheggi canori. Due giorni dopo ho pianto e riso di felicità nel ricevere la mia sposa all’altare. Mi sento un po’ come l’uomo della poesia di Byron, “un pendolo fra il sorriso e le lacrime”. È stata un’emozione speciale, meravigliosa, non certo paragonabile a quella di una “prima”: anche perché alle prime teatrali seguono tante repliche, domenica invece si trattava di una “prima e unica rappresentazione”. E sono molto felice di averlo fatto nella mia città, che amo profondamente, a cui mi sto legando sempre più. È stata una cerimonia piena di musica, per una volta non operistica!».

Come è scattata la scintilla? Ho conosciuto Elisa in palcoscenico alcuni anni fa. Lungo tante serate abbiamo condiviso tensioni, sguardi, respiri, complicità, applausi, magie. Eravamo insieme sul palco in «Trouble in Thaiti» di Bernstein e nella «Serva Padrona» di Pergolesi al Carlo Felice di Genova; in passato abbiamo cantato insieme nell’«Otello» e nella «Carmen» a Ravenna. A breve saremo appaiati nella «Vedova Allegra». I primi di ottobre, con la mia regia, Elisa sarà Margherita e io Faust nella «Rapsodia» su musiche di Schumann, in scena a Ravenna. Sono «nato» sul palcoscenico perché figlio d’arte, erede della dinastia teatrale Micheletti-Zampieri e con «I Guitti» poi. Sulle assi di un palcoscenico mi sono anche fidanzato e lì trascorrerò un bel tragitto di vita matrimoniale. Mi ritengo fortunato perché questa nostra strana professione ci permetterà di stare vicini.

I prossimi programmi, allora? Ora sto scendendo a Roma con Elisa, per completare le recite dell’opera di Puccini. Sull’onda della frase di Rodolfo, «La più divina delle poesie è quella, amico, che c’insegna amare!», ho sposato Elisa. E lei, facendo sue le parole di Mimì, mi ha ripetuto «Amare è dolce ancora più del miele».