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Pandemia, il 17.3& degli adolescenti pensa che sarebbe meglio morire e tende a farsi del male quasi ogni giorno

MILANO – Da un’indagine promossa dalla Fondazione Soleterre e dall’Unità di Ricerca sul Trauma dell’Università Cattolica di Milano, si apprende come gli adolescenti hanno vissuto e percepito la pandemia e quali risposte emotive, relazionali e nel comportamento hanno messo in atto, a quasi 2 anni dall’inizio dell’epidemia. Risulta evidente che si tratta di una fascia di popolazione in grande difficoltà e con una qualità di vita notevolmente peggiorata:

– il 12% degli intervistati dichiara di non sentirsi in forma (il 2,7% per nulla e il 9,3% poco);
– il 36% afferma di sentirsi triste (il 2% sempre, il 2,6% molto spesso, l’8,7% spesso e il 22,7% abbastanza).

Le domande rivolte ai giovani e le loroe risposte. È stato chiesto a un campione rappresentativo di 150 adolescenti tra i 14 e i 19 anni – rappresentativi di una popolazione composta, nel nostro Paese, da oltre 2 milioni e 850 mila individui – quali siano i sentimenti e i pensieri prevalenti legati al lockdown e alla pandemia, per indagare la portata a livello identitario e gli effetti dell’evento traumatico vissuto:

– il 40,7% degli adolescenti intervistati ha difficoltà a dare un senso a ciò che prova (il 5,4% quasi sempre, il 10% molte volte e il 25,3% circa la metà delle volte);
– il 34% afferma di non essere in grado di controllare il proprio comportamento quando è turbato (il 4% quasi sempre, il 7,3% molte volte e il 22,7% circa la metà delle volte);
– il 50 % si arrabbia con sé stesso quando si sente turbato (il 4% quasi sempre, il 14% molte volte e il 32% circa la metà delle volte);
– il 64% del campione pensa che se l’evento traumatico in oggetto non fosse accaduto, oggi sarebbe una persona diversa (il 4,7% quasi sempre, il 16% molte volte e il 43,3% circa la metà delle volte);
– il 69,3% afferma che l’evento è diventato parte della propria identità (il 2% quasi sempre, il 22,6% molte volte e il 44,7% circa la metà delle volte);
– il 34,7% dice di fare fatica ad addormentarsi (il 2,7% quasi sempre, il 5,3% molte volte e il 26,7% circa la metà delle volte);
– il 17,3% pensa che sarebbe meglio morire o di volersi far del male (il 2% quasi ogni giorno e il 15,3% più della metà dei giorni).

Il metodo usato per l’indagine. L’indagine è stata condotta nel Dicembre 2021 su un campione rappresentativo di 150 adolescenti tra i 14 e 19 anni; la realizzazione delle interviste e l’elaborazione dei dati è avvenuta a cura di EMG Different; il questionario, realizzato in sinergia con l’Unità di Ricerca sul Trauma (professor Chiara Ionio) dell’Università Cattolica di Milano, prevede da una parte domande preparate ad hoc dai ricercatori per rilevare le sfide poste dalla pandemia e dall’altra scale standardizzate di misura del malessere degli adolescenti.

“Un’urgenza primaria”. “Occorrerebbe studiare le dinamiche di Long Covid per indagare più in profondità gli effetti sulla salute fisica e mentale di uno stress divenuto ormai cronico – dice Damiano Rizzi, presidente di Fondazione Soleterre e psicoterapeuta dell’età evolutiva – credo vi sia, nel nostro Paese, un’urgenza che viene prime di tutte le altre: prenderci cura della salute mentale dei bambini e degli adolescenti sviluppando linee guida cliniche per alleviare gli effetti negativi della pandemia Covid-19 attraverso strategie di salute pubblica. Non possiamo ritenere il dolore psichico un problema legato solo a una specifica fascia d’età, ma è il problema di un Paese intero: se il 17,3% dei giovani dai 14 ai 19 anni ha pensato “quasi ogni giorno” e “più della metà dei giorni” che, in relazione al proprio stato d’animo attuale, sarebbe meglio morire o farsi del male a causa del dolore che la vita provoca, stiamo parlando – in valori assoluti – di oltre 490 mila individui in potenziale pericolo e che necessitano di assistenza psicologica immediata per scongiurare esiti peggiori”.

Il lavoro di Soleterre. Fin dall’inizio della pandemia Fondazione Soleterre ha messo in campo, con propri fondi raccolti, interventi in ottica di prevenzione e contenimento degli effetti psicologici e sociali della pandemia negli adolescenti attraverso una Rete Nazionale per il Supporto Psicologico Covid-19 presente in 15 regioni con oltre 80 psicologi e psicoterapeuti che finora hanno accompagnato 1.531 minori erogando 941 incontri individuali e sessioni di gruppo. Fondazione Soleterre invita tutte le persone, in particolare gli adolescenti, in difficoltà emotiva a chiamare il numero +39 335 7711 805 dalle 9 alle 18 per fissare l’appuntamento con uno psicologo in presenza (sul territorio di residenza) oppure on-line.

 

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