HomeSocieta"Il Problema", un viaggio domestico nel buio dell'Alzheimer

“Il Problema”, un viaggio domestico nel buio dell’Alzheimer

UN VIAGGIO domestico in quel precipizio della memoria che è la sindrome di Alzheimer, con una casa che diventa, scena dopo scena, immagine claustrofobica della malattia: va in scena il 15 e 16 gennaio presso il Teatro biblioteca Quarticciolo di Roma “Il Problema”, spettacolo della Fondazione Sipario Toscana (La città del teatro) che vede protagonisti due genitori e una figlia, costretti a dover affrontare la malattia incurabile che colpisce il padre.

Il testo è costruito come una sequenza ininterrotta di accadimenti, dove la narrazione è affidata all’esclusiva rappresentazione dei fatti. I contatti con il mondo al di fuori, rappresentati dai tre personaggi esterni al nucleo familiare, non fanno altro che stringere il cerchio intorno ai tre protagonisti. Così, in una corsa contro il tempo, tra rifiuto del “Problema” e silenziosa resistenza al dolore, tra vagabondaggi notturni e mancati riconoscimenti, nel sovrapporsi di passato e presente, dove il confine fra realtà e immaginazione diventa labile, madre e figlia si troveranno unite nell’impresa di trattenere il ricordo di sé nella mente del padre.

Il centro nevralgico del dramma trova nella crisi dell’identità il suo tema fondante: identità che vacilla in chi si ammala per la perdita del ricordo della propria esperienza di vita, ma anche in coloro che si trovano a essere testimoni della malattia. La consapevolezza di quello che siamo è strettamente legata alla percezione che di noi hanno le persone che ci sono accanto. Nel momento in cui non ci vediamo più riconosciuti dall’altro, la nostra stessa identità entra in crisi. È quello che accade ai protagonisti del testo che, identificati in didascalia iniziale non con un nome ma per il ruolo che ricoprono all’interno del dramma, faticano a immaginarsi diversi, a rinunciare a quello che sono stati finora e alla loro vita per come la conoscono.

“Il Problema” – menzione speciale Premio Platea 2016, valutato tra le migliori 21 opere su un totale di 504 – è una storia d’amore, un inno alla vita. Racconta la nudità del dolore quando la morte si affaccia nella vita di una famiglia e come si possa sopravvivere a quel dolore, al presagio di un’assenza. “Con Il Problema, la regista Paola Fresa mette in scena la malattia di Alzheimer in maniera tanto più drammatica più drammatica quanto più la scrittura dell’autrice sa essere misurata e precisa, teatralmente implacabile, rifuggendo da ogni patetismo”, recita la motivazione della giuria del Premio Platea, rilevando come l’Alzheimer sia una delle malattie che più segnano il nostro tempo. Un tempo descritto, forse non a caso, da una donna.

 

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