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Cyberbullismo, il web fa sempre più paura ai giovani, 7 su 10 non si sentono sicuri: la nuova consapevolezza della “Generazione Z”

ROMA – A cavallo tra la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, che si celebra oggi, e la Giornata Mondiale per la sicurezza in Rete di domani 8 febbraio, l’Ong Terres des Hommes ha pubblicato i dati dell’Osservatorio Indifesa. Sono state raccolte le voce dei più giovani – che, forse inaspettatamente, hanno mostrato grande consapevolezza dei rischi anche maggiore di quella dei genitori – e restituito l’istantanea di una situazione allarmante, anche alla luce dei due anni di pandemia di cui la cosiddetta generazione Z ha pagato forse il prezzo più alto.

Dati non confortanti dall’Osservatorio. Dall’indagine, che ha coinvolto 1700 ragazzi e ragazze dai 14 ai 26 anni, quel che emerge chiaramente è il fortissimo disagio psicologico esasperato da questi ultimi anni: Il 37,5% degli intervistati teme l’isolamento sociale e il 35% ha paura di soffrire di depressione, il 22% di solitudine. Se dunque da un lato la naturale tendenza è quella di rifugiarsi nella rete, dall’altro le giovani generazioni appaiono coscienti dei pericoli del web: 7 su 10 hanno dichiarato di non sentirsi sicuri in rete, e i principali pericoli percepiti sono il cyberbulismo (68%), revenge porn (60%), furto di identità (40,6) e stalking (35%) e ultimo, ma non meno importante, l’alienazione dalla vita reale (32,4%). I commenti raccolti denunciano anche il profondo dolore provato da ragazzi e ragazze per discriminazioni a causa dell’orientamento sessuale, offese razziste, bodyshaming, atti di denigrazione, violenza e incitazione al suicidio. 

Le risposte sui social. Questo trend è stato confermato dal sondaggio condotto dai profili Instagram di OneDay e ScuolaZoo: il 45% dei 23.292 adolescenti interpellati sui social afferma di aver subito bullismo o cyberbullismo. E soltanto una minima parte di chi ha denunciato ha ricevuto assistenza, su 11.395 solo 2995 hanno ricevuto una forma di aiuto. Ulteriori dati, non confortanti, aiutano la comprensione del fenomeno e informano che i principali luoghi dove si verificano atti di bullismo sono la scuola, gli ambienti sportivi e gli spazi pubblici. 

I dati da Telefono Azzurro. Anche Telefono Azzurro ha condotto una ricerca – condotta su un campione di 855 genitori e 815 giovani fra i 12 e i 18 anni, tra il 25 Gennaio e il 1 Febbraio 2022 – per comprendere meglio i rischi e le opportunità per fìgli adolescenti investiti dalla trasformazione digitale, trattando di problematiche emergenti quali quali gaming, uso del denaro online e metaverso. I risultati dello studio verranno presentati domani a Roma durante il convegno Nel mondo virtuale servono diritti reali. Nel 2021 la linea 19696 ha gestito 192 casi con problematiche relative al mondo digitale, una media di 16 casi al mese, con prevalenza di casi relativi a situazioni di cyberbullismo (28%) e sexting (17%). In più di 2 casi su 10, sono state riferite anche problematiche legate alla salute mentale, principalmente ideazione suicidiaria (28%), paure, ansia e fobie (26%), atti autolesivi (23%), depressione (19%). I dati raccolti svelano inoltre un uso compulsivo da parte dei giovani dei giochi online (binge-gaming).

Fondamentale l’assistenza psicologica ed emotiva.“Nel 2021 raccogliamo dall’Osservatorio indifesa una fotografia drammatica in cui bullismo e violenza sono esperienze quotidiane nella vita dei ragazzi e delle ragazze in Italia; i due anni di pandemia hanno portato ad un forte aumento dei disturbi piscologici e psichiatrici tra i più giovani. Un disagio che gli adulti non possono più fare finta di non vedere. Il bonus psicologo poteva essere una risposta temporanea a tale emergenza; tuttavia, l’assistenza piscologica per gli adolescenti dovrebbe essere una misura strutturale che assicuri una maggior attenzione per la salute mentale di ragazzi e ragazze”, afferma Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia.

L’attenzione ai sentimenti nascosti dei ragazzi. La  stessa GenZ appare preoccupata per la sua salute mentale e considera fondamentale il supporto psicologico da parte degli adulti (genitori e insegnanti in primis), iniziative di sensibilizzazione e di educazione all’emotività, come afferma Giada, 13 anni: “gli adulti dovrebbero stare attenti ai sentimenti nascosti dei ragazzi e nel caso notassero qualcosa di strano (tipo solitudine che è una delle ripercussioni del bullismo), dovrebbero dare importanza a questo sentimento e non rispondere che “la facciamo più grande del dovuto” o che “è normale perché è così che si forma il carattere”.

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