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Ucraina, un migliaio di marittimi filippini sono ancora bloccati nei porti del Paese in guerra

MANILA (AsiaNews) – L’invasione russa dell’Ucraina sta avendo un impatto anche sul settore marittimo: sono migliaia i marinai stranieri bloccati a bordo delle navi nei porti ucraini; quelli ucraini e russi all’estero sono invece impossibilitati a tornare a casa. Secondo i dati di Stella Maris Manila – un’istituzione di beneficenza che aiuta i marittimi, i pescatori e le loro famiglie nelle Filippine, fondata nel 1958 – 49 dei loro marinai sono stati evacuati, 227 rimpatriati e 146 sono fermi a bordo di 27 vascelli in 11 diversi porti dell’Ucraina. Il Dipartimento degli Affari esteri filippino sostiene di aver evacuato oltre 300 marittimi e di averne riportati a casa poco più di 170 finora.

I marinai filippini sulle navi nel mondo sono 1,9 milioni. Il 10 e 11 marzo l’Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite (Imo) ha convocato una riunione straordinaria per valutare i rischi a cui sono esposte le imbarcazioni nel Mar Nero e nel Mar d’Azov. Il segretario generale dell’Imo, Kitack Lim, ha lanciato un appello affinché la navigazione mercantile sia risparmiata dalle violenze: “Assieme al popolo ucraino, le navi, la gente di mare e i lavoratori portuali impegnati nel commercio non dovrebbero essere coinvolti in questa crisi. La navigazione, e in particolare i marittimi, non possono essere vittime collaterali di una convulsione politica e militare più ampia, devono stare al sicuro ed essere protetti”. Almeno cinque navi sono state finora colpite dai bombardaementi uccidendo un marittimo dal Bangladesh.

Ucraina: un migliaio di marittimi su 100 navi. Si stima che in totale i marinai stranieri bloccati in Ucraina siano un migliaio, a bordo di oltre 100 navi. Gli equipaggi non sono addestrati a comandare le imbarcazioni in tempo di guerra, ragione per cui restano ferme nei porti con i rispettivi carichi. Il problema si pone anche in senso opposto: i marinai russi e ucraini costituiscono il 17% dei marittimi di tutto il mondo e al momento circa 60mila sono in mare o in attesa di poter tornare a casa.

Molti di loro non possono essere pagati. Ma non ci sono voli e molti di loro non possono essere pagati perché i conti bancari sono bloccati o sotto sanzioni. Gran parte dei marinai russi e ucraini sono inoltre ufficiali di grado superiore, capitani e meccanici, e non è facile trovare persone in grado di sostituirli per mantenere attive le catene di approvvigionamento. Per ovviare alla situazione gli armatori stanno anche offrendo stipendi doppi ai marittimi provenienti dalle Filippine e dalla Romania per partenze nei prossimi due mesi, ma molto dipenderà dallo sviluppo del conflitto nel sud dell’Ucraina, nei pressi di Odessa e Mariupol.

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