HomeSocietaEtiopia, uno dei conflitti di cui si parla poco, ma che da...

Etiopia, uno dei conflitti di cui si parla poco, ma che da un anno e mezzo ha provocato migliaia di vittime e distruzioni d’ogni sorta

ROMA – Com’è (forse) giusto che sia vediamo che l’attenzione dell’intero sistema mediatico è concentrato su quanto sta accadendo durante il conflitto russo-ucraino. Il fatto è – come sottolinea Human Rughts Watch (Hrw) – che restano drammaticamente in secondo piano altre guerre che durano già da molto tempo in diversi Paesi africani. Riguardo all’Etiopia, solo per citare uno dei sanguinosi conflitti in atto, cominciato nel novembre 2020, Hrw ha reso noto l’uso di droni durante gli scontri armati che quotidianamente avvengono nella regione separatista del Tigray che avrebbero ucciso una sessantina di civili: bambini, anziani, donne sfollati e  sistemati in tendopoli improvvisate nei pressi della città di Dedebit. E’ stata distrutta anche una scuola. Ma ci sono poi altri teatri di guerra: oltre all’Etiopia, lo Yemen, l’intera area del Sahel dove imperversano le bande jihadiste, la Nigeria, i conflitti cosiddetti “a bassa intensità” in Afghanistan e in Libano, in Sudan, le convulsioni provocate dalle bande rivali che si sostituiscono allo Stato ad Haiti. E poi in Colombia e in Myanmar, sotto il tallone dei militari golpisti.

“Veri e propri crimini di guerra”. Per quanto riguarda l’Etiopia, a diffondera la denuncia dell’organizzazione umanitaria – che indaga e denuncia gli abusi avvenuti in ogni angolo del mondo, composta da circa 450 persone di oltre 70 nazionalità e che si avvale di esperti di Paesi, avvocati, giornalisti – è stata la direttrice di Hrw per il Corno d’Africa, Laetitia Bader, la quale ha invitato il governo di Addis Abeba a cominciare un’indagine su quanto è avvenuto a Dedebit, definendo l’accaduto come “un vero crimine di guerra”. Al richiamo di Hrw si è poi aggiunto anche quello del’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, il quale ha fatto sapere da novembre dell’anno scorso e il febbraio di quest’anno sono stati accertati 304 vittime civili e 373 per sone ferite – più o meno gravemente – in seguito ad attacchi aerei con i droni nella regione del Tigray. 

La fuga e la fame. Nell’arco di questo anno e mezzo, dall’inizio della guerra, le vittime civili si calcolano (sommariamente) ormai a migliaia. E’ una guerra civile che sta devastando non solo il Tigray, ma anche altre regioni dell’immenso e popoloso Paese del Corno d’Africa, con 115 milioni di abitanti: l’Amhara, l’Afar, il Benishangul-Gumuz e il Wollega. Tanti focolai dove è difficile portare aiuti per la popolazione civile, e dove si hanno notizie di orrori d’ogni sorta, stupri e violenze di gruppo, vittime donne e bambini. L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite segnala oltre due milioni di persone rifugiate o sfollate e di centinaia di migliaia ridotte alla fame. Il Programma alimentare mondiale (Wfp) riferisce che oltre 9 milioni di esseri umani hanno bisogno di assistenza immediata e che  il 40% dei cittadini residenti nel Tigray soffre di gravi mancanze di cibo.

Le colpe in tutti e due i fronti. Ma il documento di Hrw non tralascia responsabilità attribuibili anche alle forze in campo tigrine le qule avrebbero “perpetrato rapimenti e fatto scomparire persone in azioni che si possono definire crimini di guerra e crimini contro l’umanità”. Un’accusa rivlta anche all’esercito federale etiope responsabile, sempre secondo il dossier di Hrw di arresti di massa arbitrari e sparizioni di persone, che si calcolerebbero a migliaia. così come migliaia sono i presidi sanitari, gli ospedali, le scuole, i centri di culto religioso distrutti nel Tigray e nelle altre zone di guerra, oltre alle incalcolabili abitazioni private letteralmente rase al suolo.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Napoli
nubi sparse
27.6 ° C
28.4 °
27 °
87 %
1.5kmh
40 %
Ven
28 °
Sab
27 °
Dom
29 °
Lun
29 °
Mar
27 °

Più popolare

Commenti recenti