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ergastolo confermato, Cassazione rigetta- Live Sicilia

CATANIA – Ricorso rigettato. La Suprema Corte di Cassazione ha reso irrevocabile la sentenza all’ergastolo inflitta dalla Corte d’Assise di Catania a Gaetano Marino, accusato di essere il killer di Saro Sciuto, ‘u sucarru. Il boss dei Mazzei, anche se in quel periodo aveva manifestato il suo allontanamento del clan, è stato crivellato di colpi sotto casa – al civico 13 del viale Moncada a Librino – una sera di novembre del 2011. Non ha avuto nemmeno il tempo di chiamare l’ascensore che una raffica di colpi lo ha traffico e ucciso.

Per alcuni anni l’omicidio era rimasto irrisolto, poi le dichiarazioni di alcuni pentiti incastrati con alcune intercettazioni hanno permesso di costruire il puzzle accusatorio che ha portato il giovane Gaetano Marino davanti ai giudici. In primo grado però l’imputato fu condannato per associazione mafiosa e assolto dall’omicidio. La Procura impugnò quel verdetto. In appello sono arrivate anche le dichiarazioni del pentito Dario Caruana. La Corte d’Assise d’Appello ha ribaltato la sentenza di primo grado, condannando all’ergastolo Marino, difeso dagli avvocati Andrea Gianninò e Mario Brancato.

Il movente dell’omicidio sarebbe collegato alla gestione dello spaccio nella zona, Sciuto avrebbe organizzato una sua ‘piazza’. Questo avrebbe creato non poche frizioni con i Marino, famiglia specializzata nello smercio di droga. Ma c’è anche l’ipotesi che il giovane Marino – con un passato criminale legato al narcotrafficante di Cosa nostra Andrea Nizza – si volesse vendicare di Saro Sciuto per essersi opposto alla sua relazione amorosa con la figlia.

La decisione della Cassazione ora mette la parola ‘definitiva’ sulla sentenza all’ergastolo.

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