HomeTempo LiberoFiorello mattatore al Teatro Morato abbraccia l’ex commilitone

Fiorello mattatore al Teatro Morato abbraccia l’ex commilitone

Fiorello concede il bis – ieri sera – e il tris stasera. Lo showman non aveva escluso il suo ritorno nella nostra città e eccolo, quindi: dopo il clamoroso successo dello scorso 8 febbraio al Gran Teatro Morato è tornato per un’ulteriore doppia bresciana che lo ha visto di nuovo attesissimo protagonista con lo spettacolo «Fiorello presenta: Brescia!».

La verve

È la declinazione di quello che era già stato annunciato come «uno show coinvolgente, in continua evoluzione e, di serata in serata, mai uguale a sé stesso, marchio di fabbrica di un artista che lascia sempre la sua impronta personalissima nel copione con il suo inimitabile stile». Pur nella continuità, era più che legittimo aspettarsi sorprese e novità. Ma la prima novità che ha visto ieri sera il palco del teatro Morato con l’imprevedibile mattatore è stato l’incontro tra l’«one-man-show» e il suo commilitone di Berlinghetto, Giuseppe Platto, l’amico che lui stesso più volte ha citato negli anni nei suoi spettacoli dopo l’anno di militare trascorso nel 1982, «lui, che mi insegnò una ridda di parole nel suo dialetto».

«Ci siamo visti solo per pochi minuti, ma con quell’abbraccio che ci siamo scambiati ieri sera mi è sembrato che i 40 anni che ci separano dall’anno del militare si siano sciolti in un secondo» ha detto ieri sera Giuseppe Platto, visibilmente commosso.

Nel precedente spettacolo Fiorello lo aveva citato dal palco in una sorta di amarcord dei mesi in divisa, e in molti pensarono a una finzione. Anche il nome del paese, Berlinghetto, sembrava a uso di copione. Invece Giovanni Platto non solo esiste ma è proprio di Berlinghetto. E ieri sera era in teatro.

L’incontro

«Fiorello è rimasto il ragazzo di allora, nel suo sguardo acuto di adolescente siciliano aveva un fuoco che già gli dava delle marce in più e che oggi si è rivelato come il talento che allora emergeva nell’intemperanza. Sono commosso e ringrazio tutti per questo incontro: si ricordava ancora di me… E in attimo è stato come il ripercorrere quei momenti intensi, mesi e settimane vissute a stretto contatto in una gerarchia che ci stava stretta. Con Fiorello che poi si congedò caporalmaggiore, ci conoscemmo a Bari, al Car, che si svolgeva al 48esimo Reggimento Ferrara».

Era la cittadella militare di via Alberotanza, le Casermette. «Mi presentai con la cartolina precetto in mano e una valigia di cartone. Ci allinearono in un cortile e tutti notammo un ragazzo più grande di noi dai capelli lunghi raccolti. Veniva da un villaggio Valtour e si era presentato come si trovava: aveva una maglietta con la scritta Miami Beach. L’ufficiale che ci inquadrava lo notò subito tra gli altri. Gli si piantò davanti e con tono perentorio e ordinò al caporale: “Portalo dal barbiere!”. E questo fu l’esordio di Fiorello nell’Esercito. Tre mesi dopo fummo comandati alla caserma Slataper di Sacile dove la nostra amicizia si cementò tra gag e scherzi vari. Sino a ieri sera non l’avevo mai più visto. Mi hanno contattato dallo staff e da qui l’incontro. Una gioia che ha giustificato questa’attesa di 40 anni».

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